Sensibilità 

L’improvvisa forte sensibilità dell’importanza della tutela della salute propria e dei propri cari, della perdita del proprio lavoro e non ultimo l’assenza di sostegno economico della propria famiglia

Ciò che è accaduto e che sta ancora accadendo a causa del Coronavirus è negli occhi e nelle orecchie di tutti, riempie i notiziari televisivi e le pagine dei quotidiani oltre che le conversazioni delle persone. Tutto ciò ha innescato una serie di processi a livello sociale di cui si colgono appena la natura e i possibili sviluppi ma una cosa è certa: sono cresciuti esponenzialmente l’interesse e l’attenzione nei confronti dell’importanza della tutela della salute propria e dei propri cari, una forte sensibilità   in caso di improvvisa perdita del proprio lavoro e non ultimo l’assenza di sostegno economico   della propria famiglia dovuto a ciò che vorremo mai accadesse.

Ragionando a ruota libera, e forse in modo superficiale, sulle conseguenze sociali di questo evento, si registrano comportamenti di massa che seguono un ciclo noto e prevedibile: sottovalutazione ed esorcizzazione dell’evento, incredulità, paura che produce prudenza e rispetto delle regole, speranza che le cose stiano migliorando, improvvisa euforia perché ormai, parafrasando Eduardo De Filippo, “è passata a nuttata”. Il ciclo va dallo spritz preCovid allo spritz post Covid, con la sensazione che tutto sia finito. Probabilmente pensiamo che si riparlerà di queste cose nei soliti servizi da ultimo dell’anno, quando si fa il punto della situazione.

In tutto questo, un aspetto positivo è, come detto, un nuovo interesse per la tutela della salute, che sta producendo risultati numericamente significativi riferiti in modo particolare alle iniziative di Welfare aziendale nei confronti dei dipendenti.

A tal proposito la prima garanzia Covid-19 per i dipendenti delle Aziende è stata promossa sul mercato da GENERALI.

Ad oggi i titolari di Aziende nostre clienti e non solo, hanno sottoscritto questa garanzia con la Compagnia coinvolgendo circa 1.900.000 persone, tra collaboratori, dipendenti, dirigenti e quadri. La sensibilità nel voler a tutelare noi stessi e coloro a cui vogliamo bene si è manifestata quindi in modo evidente.

Quanto stiamo vivendo ci fa riflettere su quanto sia stata sinora superficiale la nostra visione in merito alle   situazioni imponderabili che possono danneggiare, a volte in modo irreparabile, il nostro equilibrio famigliare.

Questa situazione costituisce inequivocabilmente, per il mondo assicurativo, una grande opportunità da cogliere, tuttavia credo che un aspetto da non sottovalutare riguardi l’etica, perché ci viene offerta una grande opportunità per abbattere e ridurre molti dei pregiudizi e sfiducia che c’è verso questo mondo.

È il momento, prima che passi l’ondata di interesse, di cominciare a fare un lavoro sistematico non tanto e non solo sulla tutela della salute, ma soprattutto sulla tutela delle persone e sulla protezione del loro stile di vita. Se è vero che c’è un interesse crescente anche da parte delle giovani generazioni, è il tempo per preparare chi svolge la professione di consulente assicurativo ad esercitare realmente il ruolo di consulenza per le famiglie aiutando le persone a capire meglio e a prendere quelle decisioni rimandate sino ad ora.

Ricordiamoci che viviamo nell’era della complessità, e che eventi come quello del Covid-19 si ripeteranno ancora, in modo imprevedibile e in forme diverse, ma siamo certi che si ripeteranno. Non serve Nostradamus. Viviamo in un ambiente globale e iperconnesso che ci richiede una nuova visione del lavoro e della vita, una visione da trasmettere ai potenziali clienti considerando che, se è vero quello che dicono le ricerche, ci sono 6,5 milioni di persone che oggi sono pronte a sottoscrivere una polizza che tuteli la loro salute, il lavoro, il futuro e i loro risparmi. L’indirizzo per affrontare questa contingenza da parte dei grandi gestori assicurativi può essere riassunto in uno slogan: semplificare il semplificabile, gestire quello che resta. Semplificare il semplificabile significa creare i presupposti per cogliere questa opportunità epocale creando o aggiornando prodotti e servizi rispondenti ai bisogni dei clienti, perfezionando regole, sistematizzazioni, protocolli che semplificano e facilitano il lavoro.

Gestire il resto non è cosa da poco, perché è la gestione della complessità, che riguarda quasi esclusivamente le persone, quindi acquisire, formare e allenare professionisti della tutela della persona in grado di operare con professionalità, metodo, ma anche in modo etico perchè non c’è niente di più etico che aiutare le persone a tutelare il loro futuro.

E…. permettetemi, questo Generali lo sa fare molto bene  da  189 anni.

 

Nicola Triglia